Il nostro Logo

A Machiavelli, uno dei più importanti pensatori politici della storia italiana, alcuni dei soci fondatori dell’Istituto Italiano di Studi Strategici da tempo si ispirano.

Già nel 2007 Francesco D’Arrigo, intuendo l’alto valore comunicativo della firma autografa dello studioso fiorentino, sviluppava il primo logo trasformando l’iniziale di Niccolò in un vero e proprio marchio.

L’evoluzione di tale logo ha seguito di pari passo il percorso professionale del gruppo di studiosi che nel 2010 hanno dato vita all’Istituto Machiavelli.

…“think tank indipendente, nato dall’iniziativa di un gruppo internazionale di personalità del mondo economico, accademico ed istituzionale, civile e militare, con l’obiettivo di contribuire alla rinascita del pensiero strategico italiano.”…

Il logo dell’Istituto rappresenta la visione geopolitica dell’iniziativa culturale perseguita dai Soci fondatori.

Gli elementi grafici utilizzati sono:

  • la “N” della firma autografa di Niccolò

Firma Machiavelli
che, a nostro giudizio, rappresenta in modo originale ed in forma stilizzata il grande filosofo italiano.

Alla “N” autografa di Niccolò è stato integrato il

  • globo terrestre

Logo

all’interno del quale è posta in risalto l’Italia, fulcro delle ricerche dell’Istituto.

Sulla destra, in posizione esterna al globo da osservatore, si affianca la raffigurazione del

  • ritratto di Machiavelli con lo sguardo rivolto verso l’Occidente ed i suoi legami transatlantici.

NICCOLO’ MACHIAVELLI
Firenze, 3 maggio 1469 – Sant’Andrea, 21 giugno 1527

Niccolò Machiavelli (particolare) ritratto da Santi di Tito

Niccolò Machiavelli (particolare) ritratto da Santi di Tito

Nato a Firenze nel 1469 da un’antica ma decaduta famiglia, fin dall’adolescenza ebbe dimestichezza con i classici latini. Inizia la sua carriera in seno al governo della repubblica fiorentina alla caduta di Girolamo Savonarola. Eletto gonfaloniere Pier Soderini, divenne dapprima segretario della seconda cancelleria e, in seguito, segretario del consiglio dei Dieci. Svolse delicate missioni diplomatiche presso la corte di Francia (1504, 1510-11), la Santa Sede (1506) e la corte imperiale di Germania (1507-1508), che lo aiutarono non poco a sviluppare il suo sistema di pensiero; inoltre, tenne le comunicazioni ufficiali fra gli organi di governo centrali e gli ambasciatori e funzionari dell’esercito impegnati presso le corti straniere o nel territorio fiorentino.
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