“Minacce Ibride”: quando l’alleato diventa fattore di rischio
| By Francesco D'Arrigo | 0 Comments
Gennaio 2026
La rivista BookReporter, un Magazine dei libri unico nel mondo che dà spazio agli autori e alle case editrici italiane con contenuti esclusivi, nella sua edizione pubblicata il 23 dicembre 2025 contiene una recensione del Direttore Alessandro Conte del libro “Minacce Ibride” – Paesi Edizioni.

Con grande piacere e gratitudine al Direttore Alessandro Conte, desideriamo condividere integralmente la specifica e dettagliata recensione del libro di Francesco D’Arrigo e Tommaso A. De Filippo che prepara i lettori a immedesimarsi nel contesto geostrategico degli scenari distopici – ma possibili – descritti nel volume. Come stiamo constatando in queste ore “non abbiamo ancora raggiunto il picco delle politiche dell’Amministrazione Trump e bisogna prepararsi ad altri nuovi shock geopolitici”.

“Minacce Ibride”: Quando l’alleato diventa fattore di rischio
BookReporter
23 dicembre 2025
Di Alessandro Conte
C’è un filo rosso che attraversa l’intero volume Minacce ibride di Francesco D’Arrigo e Tommaso Alessandro De Filippo: la fine delle certezze. Certezze strategiche, alleanze date per scontate, equilibri geopolitici che per ottant’anni hanno sorretto l’ordine euro-atlantico. Il libro, imponente per mole e ambizione analitica, parte da una tesi netta e disturbante: nel secondo mandato di Donald Trump, gli Stati Uniti non sono più soltanto il perno della sicurezza occidentale, ma possono trasformarsi in un vero e proprio rischio strategico per l’Europa.
Non è un pamphlet polemico, né un saggio ideologico “anti-Trump”. Minacce ibride è piuttosto un’analisi sistemica, condotta con il linguaggio e il metodo degli studi, strategici che mette in relazione politica, economia, tecnologia, informazione e dominio cognitivo. Una cifra che riflette il profilo degli autori.
Francesco D’Arrigo, analista strategico con una lunga esperienza in ambito militare, accademico e di intelligence, affianca in questo lavoro Tommaso Alessandro De Filippo, classe 2000, laureato in Scienze della Comunicazione, firma dei quotidiani La Ragione e ItaliaOggi sui temi di politica estera e ricercatore associato dell’Istituto Italiano di Studi Strategici “Niccolò Machiavelli”. Una collaborazione intergenerazionale che combina approccio strutturale e sensibilità per le nuove dinamiche dell’informazione e della guerra cognitiva. Il cuore del libro è il concetto di “minaccia ibrida”, intesa non soltanto come guerra non convenzionale, ma come somma di pressioni economiche, manipolazione dell’informazione, uso politico delle piattaforme digitali, coercizione energetica e destabilizzazione cognitiva.
Una guerra che spesso non si dichiara e non si vede, ma che colpisce infrastrutture, democrazie, opinione pubblica e processi decisionali. In questo quadro, l’Europa emerge come il vero terreno di scontro: fragile, divisa, dipendente e, soprattutto, impreparata. Particolarmente incisiva è la lettura del movimento MAGA e del paradigma “America First” come fattori di rottura sistemica. Secondo gli autori, la nuova postura americana non mira più a garantire stabilità globale, bensì a massimizzare il vantaggio nazionale attraverso accordi transazionali, ricatti economici e una costante messa in discussione delle alleanze storiche. La NATO, in questo scenario, non è più un pilastro intoccabile, ma uno strumento negoziabile. Un’ipotesi che il libro spinge fino alle sue conseguenze estreme, esplorando scenari distopici ma non impossibili, come un disimpegno militare statunitense dall’Europa o una crisi irreversibile dell’Alleanza Atlantica.
Il volume dedica ampio spazio ai conflitti in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, letti come laboratori della nuova competizione globale. La cosiddetta “pace TrumPutiniana”, evocata come possibile soluzione negoziale imposta dall’alto, viene analizzata nei suoi rischi politici e strategici: una pace che potrebbe tradursi in una capitolazione, minando il diritto internazionale e aprendo la strada a nuove aggressioni. In questa prospettiva, l’Ucraina diventa non solo un Paese aggredito, ma il simbolo della vulnerabilità europea in un mondo in cui le garanzie collettive si dissolvono.
Uno dei meriti principali di Minacce ibride è la capacità di tenere insieme analisi macro-strategica e dimensione tecnologica.
Il ruolo dei grandi attori digitali, dei tecno-miliardari e delle piattaforme social viene inserito in una riflessione più ampia sul potere. Qui emerge con forza il
contributo di De Filippo, già co-autore di Comprendere la Guerra Ibrida e autore di Occidente. Il mondo libero come imprescindibile guida globale, attento alle dinamiche comunicative e alla centralità del dominio cognitivo. Influenzare percezioni, emozioni e comportamenti, sostengono gli autori, è oggi spesso più efficace che schierare divisioni corazzate.
Lo stile del libro è diretto, a tratti allarmato, volutamente privo di ambiguità. È una scelta che rende la lettura coinvolgente, ma che talvolta espone il testo al rischio della ridondanza e di un tono fortemente assertivo. Tuttavia, l’obiettivo dichiarato non è la neutralità accademica, bensì la presa di coscienza. Non a caso, il volume si inserisce nella Collana Machiavelli, dedicata a studi geopolitici e accademici che coniugano rigore analitico e applicazioni concrete. In definitiva, Minacce ibride è un contributo rilevante al dibattito geopolitico contemporaneo. Un’opera che non offre soluzioni semplici, ma pone domande scomode. In un’epoca di alleanze
fragili e conflitti permanenti, il libro ricorda che il mondo non è entrato in una nuova normalità, bensì in una zona grigia dove il confine tra pace e guerra, amico e avversario, è sempre più sfumato.
E ignorarlo, per l’Europa, potrebbe essere il rischio più grande.