Il valore delle competenze per riscrivere la geopolitica

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Giugno 2026

Il caso Assoeuro contro Anci e la debolezza strategica del lavoro gratuito

di Domenico Letizia

Il 29 maggio 2026 rimarrà una data spartiacque per la tutela della dignità del lavoro intellettuale in Italia e per la riflessione strategica sulle capacità progettuali del nostro Paese all’interno del contesto europeo. Con un atto formale firmato dal Presidente Nazionale Fabrizio Canetto, ASSOEURO, l’Associazione Italiana Europrogettisti ed EU Project Manager, ha notificato una durissima diffida e messa in mora nei confronti di ANCI Emilia-Romagna, scoperchiando un caso che trascende i confini della semplice controversia sindacale per investire direttamente i grandi equilibri geopolitici ed economici del continente. Al centro della contesa vi è l’Avviso Pubblico datato 25 maggio 2026, avente per oggetto una manifestazione di interesse finalizzata all’affidamento diretto, a titolo gratuito, di supporto tecnico nell’ambito della progettazione europea.

L’articolo tre di tale Avviso statuisce esplicitamente che l’incarico non prevede compensi economici, né rimborsi spese, a fronte di una durata contrattuale massima di ben tre anni, pretendendo al contempo, all’articolo quattro, un’esperienza documentata di almeno un triennio nella progettazione con enti pubblici locali e nella strutturazione di partenariati complessi. Si esige, in pratica, un profilo professionale di altissimo livello, con profonde competenze multidisciplinari, offrendo in cambio lo zero assoluto e configurando, come rilevato dai legali di Assoeuro, una palese violazione dell’articolo otto del decreto legislativo trentuno marzo duemilaventitré numero trentasei. Il nuovo Codice dei Contratti Pubblici sancisce infatti in modo tassativo il divieto di prestazioni d’opera intellettuale a titolo gratuito a favore delle stazioni appaltanti, evidenziando una macroscopica illogicità manifesta nell’avviso emiliano, che da un lato richiama i principi di risultato e buona fede del Codice e dall’altro ne elude il divieto principale, calpestando contestualmente gli articoli trentacinque e trentasei della Costituzione italiana sulla giusta retribuzione e gli articoli del Codice Civile sull’onerosità del contratto d’opera. La reazione di Assoeuro, estesa per conoscenza ad ANCI Nazionale, all’Autorità Nazionale Anticorruzione, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, segna l’inizio di una politica di tolleranza zero contro una prassi burocratica che mina alla radice l’efficacia della Pubblica Amministrazione.

Una linea di fermezza che ha trovato un riscontro immediato e clamoroso: a pochissimi giorni dalla formale messa in mora, ANCI Emilia-Romagna ha dovuto fare totale marcia indietro, disponendo l’annullamento dell’avviso in via di autotutela.

Con la determina prot. 140 del 4 giugno 2026, firmata dal Responsabile del Procedimento Dott. Marco Giubilini, l’Associazione dei Comuni emiliani ha formalmente accolto l’istanza di annullamento inviata tramite PEC il 31 maggio e il successivo sollecito del 4 giugno, azzerando l’intera procedura e tutti gli atti ad essa connessi.  Nel testo del provvedimento, ANCI Emilia-Romagna ha dovuto richiamare esplicitamente i pilastri normativi sollevati dai professionisti: l’articolo 8, comma 2, del D.Lgs. 36/2023 (Codice dei Contratti Pubblici), che sancisce l’inderogabile divieto di prestazioni d’opera intellettuale gratuite se non in casi eccezionali e motivati, e la Legge n. 49/2023 sull’equo compenso. Riconoscendo la necessità di muoversi in un quadro di “piena conformità normativa e di interpretazione comunitariamente orientata”, l’ente ha ammesso l’esigenza di dover rinnovare la procedura tenendo conto dei rilievi espressi, sancendo così una vittoria giurisprudenziale e politica di portata nazionale per la tutela della dignità del lavoro. Questa fulminea vittoria di ASSOEURO non rappresenta soltanto il ripristino della legalità violata, ma scoperchia una questione di ben più ampia portata.

 

L’Europrogettista non è un mero compilatore di formulari o un cacciatore di bandi dell’ultima ora, bensì un professionista di raccordo macroeconomico che deve padroneggiare il diritto dell’Unione europea, la grammatica dei fondi strutturali come il FESR e il FSE+, i complessi programmi a gestione diretta come Horizon Europe, i meccanismi del PNRR, la rendicontazione finanziaria e la diplomazia negoziale necessaria a edificare partenariati transnazionali. Quando un’istituzione territoriale ritiene che tali competenze possano essere esternalizzate a costo zero, innesca una selezione inversa della qualità progettuale, poiché i professionisti più strutturati rifiuteranno tali condizioni, lasciando il campo a figure junior o prive di reale mercato, col rischio matematico di produrre progetti approssimativi, bocciati da Bruxelles, o gestiti in modo fallimentare con conseguenti revoche e danni erariali. Questo declassamento della professionalità si riflette drammaticamente sulla postura geopolitica dell’intera Unione europea, in un momento storico in cui i finanziamenti comunitari non sono semplici voci di spesa, ma la vera e propria architettura strategica con cui il continente tenta di garantire la propria autonomia e sovranità nei confronti di giganti come gli Stati Uniti e la Cina. Programmi come Horizon Europe definiscono lo sviluppo delle tecnologie critiche di frontiera, dall’intelligenza artificiale ai semiconduttori, essenziali per non scivolare in una condizione di totale dipendenza tecnologica da Washington o Pechino; parallelamente, i fondi per l’innovazione energetica rappresentano le armi industriali con cui l’Europa cerca di guidare la decarbonizzazione globale assicurandosi le catene di fornitura delle materie prime critiche e riducendo la dipendenza dai regimi autocratici. Anche i programmi Digital Europe per la cybersecurity e i progetti Interreg di cooperazione transfrontaliera costituiscono formidabili strumenti di soft power per arginare la penetrazione infrastrutturale della Nuova Via della Seta cinese nei Balcani e nel Mediterraneo. L’Europrogettista agisce quindi come un diplomatico delle competenze, cementificando l’integrazione europea sul campo e definendo gli standard industriali dei prossimi decenni. Se le istituzioni pubbliche italiane continuano a pretendere queste prestazioni gratuitamente, l’intero sistema Paese perde colpi e credibilità nel corpo a corpo con le altre superpotenze globali. Mentre gli Stati Uniti mettono in campo piani colossali e iper-professionalizzati come l’Inflation Reduction Act per attirare capitali e scienziati attraverso consulenze lautamente remunerate, e la Cina muove i propri tecnocrati di Stato, l’Italia risponde affidandosi al volontariato intellettuale, provocando il declassamento del proprio potere contrattuale a Bruxelles, dove i fondi si vincono solo attraverso una competizione qualitativa serrata.

Senza investimenti adeguati nelle competenze professionali, l’Italia viene sistematicamente emarginata dai consorzi internazionali che contano, trasformandosi in un partner di seconda fascia, incapace di orientare la leadership dei progetti verso le proprie priorità industriali e geografiche, come l’asse adriatico-mediterraneo o la sicurezza delle infrastrutture sottomarine. Inoltre, l’inefficienza progettuale genera una vulnerabilità politica interna, poiché i progetti falliti sul territorio alimentano il risentimento euroscettico tra i cittadini, che percepiscono l’Europa come un ente distante e inutile, frammentando la coesione del blocco occidentale proprio nel momento di massima tensione internazionale. Non da ultimo, questo deserto di riconoscimento economico alimenta un drammatico drenaggio di talenti verso l’estero, costringendo i migliori professionisti italiani a trasferirsi a Bruxelles, a Parigi o a Berlino per mettere le proprie straordinarie capacità multidisciplinari al servizio della competitività geopolitica di altri Stati membri o di grandi multinazionali straniere. La battaglia ingaggiata da Assoeuro contro l’avviso di ANCI Emilia-Romagna non è dunque una mera questione di codicilli o di tariffe professionali, ma una battaglia culturale di civiltà giuridica e di lungimiranza strategica.

La transizione ecologica, digitale e geopolitica richiede un’amministrazione competente, e la competenza ha un costo economico ineliminabile, protetto dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato. Considerare la progettazione europea un lusso superfluo o un’attività da chiedere gratuitamente significa abdicare al futuro del Paese e disarmare l’Europa nella grande arena della competizione globale. Se vogliamo davvero partecipare alla riscrittura della geopolitica europea e non subire passivamente le decisioni delle altre potenze mondiali, dobbiamo iniziare col dare il giusto valore e la dovuta dignità economica a chi, ogni giorno, progetta sul campo i mattoni della nostra sovranità, rendendo il ritiro immediato o la profonda revisione onerosa del bando emiliano il primo, ineludibile passo di questo necessario cambio di paradigma.

 

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Missione Silicon Valley

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Settembre 2023

GEOS Enterprise Selezionata da INNOVIT per lo Startup Accelerator Program della Silicon Valley

A settembre inizia la missione di GEOS Enterprise e Involve Space nella Silicon Valley, cuore dell’innovazione tecnologica e da qualche anno divenuto strategico anche per il networking e lo sviluppo delle relazioni tra le idee Made in Italy ed i capitali e le industrie statunitensi.

GEOS Enterprise, dopo un competitivo processo di selezione, che ha visto partecipare centinaia di aziende e Startup italiane al programma promosso dal Ministero degli Affari Esteri, dall’Ambasciata Italiana a Washington, dal Consolato Generale Italiano a San Francisco, dall’Italian Trading Agency (ITA) e dall’Istituto Italiano di Cultura, è tra le 15 realtà innovative selezionate allo Startup Accelerator Program di INNOVIT San Francisco, la più importante missione italiana nell’ecosistema globale americano: la Silicon Valley.

Un Team composto da professionisti e ricercatori di GEOS Enterprise e Involve Space, a partire dal mese di settembre si trasferirà nella sede di INNOVIT a San Francisco per presentare le proprie soluzioni innovative all’ecosistema californiano ed incontrare: Fondi di investimento, incubatori, industrie, stakeholders di infrastrutture strategiche e le big tech Apple, Bosch, Google, Meta, Microsoft e Salesforce, Nvidia, Amazon, solo per citarne alcune.

Lo scopo della nostra presenza a San Francisco è quella di accelerare la piattaforma il monitoraggio e protezione ambientale “Sigonella”, in partnership con Involve Space, che ha realizzato una piattaforma pseudo-satellitare di palloni stratosferici “Stratostats” asset strategico in grado di svolgere diverse tipologie di missioni.

L’Acceleration Programs for SMEs and Startups si svilupperà nella sede INNOVIT, che si trova al numero 710 Sansome Street, a metà strada tra il Financial district e il quartiere di Little Italy, diventato fulcro dell’eccellenza italiana nel cuore della quinta economia mondiale, la California.

Una sede fortemente sostenuta dal presidente Mattarella durante la sua visita nel 2019, che è diventata anche il punto di riferimento della grande comunità italiana negli Stati Uniti, dove Ricerca, innovazione e imprenditori, con la regia del pubblico, collaborano per sostenere le nuove realtà che cercano di affermarsi contribuendo allo sviluppo del sistema-Paese.

Francesco D’Arrigo (CEO GEOS Enterprise) e Jonathan Polotto (CEO Involve Space) dichiarano: “sotto la guida della diplomazia economica del ministero degli Esteri saremo ospitati nella sede di 1200 metri quadrati aperti a Startup e aziende per promuovere la Ricerca avanzata, la cultura e l’innovazione Made in Italy. Con la nostra partnership tra Startup innovative voliamo nella Silicon Valley a San Francisco per trarre il massimo beneficio da questa opportunità di contaminazione, con l’obiettivo di attrarre interessi e risorse, per sviluppare business negli USA ma anche per accrescere il nostro know-how in ambito formazione e mediazione culturale.

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