{"id":5479,"date":"2026-10-25T14:13:39","date_gmt":"2026-10-25T13:13:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/?p=5479"},"modified":"2026-10-25T17:53:33","modified_gmt":"2026-10-25T16:53:33","slug":"sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/","title":{"rendered":"Sir David Omand: Nelle menti delle spie"},"content":{"rendered":"<p>25 Ottobre 2026<\/p>\n<p><strong>Il Grande Gioco dello spionaggio non si combatte pi\u00f9 soltanto nelle ambasciate, nei salotti diplomatici o nell\u2019ombra delle capitali imperiali.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Francesco Subiaco ha intervistato Sir David Omand\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il Grande Gioco dello spionaggio non si combatte pi\u00f9 soltanto nelle ambasciate, nei salotti diplomatici o nell\u2019ombra delle capitali imperiali. Oggi si svolge attraverso algoritmi, satelliti, guerre ibride e frontiere invisibili del cyberspazio. E tuttavia, sotto la metamorfosi tecnologica dello spionaggio, sopravvive l\u2019antico enigma del potere: come discernere le intenzioni dell\u2019avversario senza diventare prigionieri delle proprie illusioni. Nei romanzi di John le Carr\u00e9, la verit\u00e0 si presenta quasi sempre in incognito, nascosta fra mezze confessioni, silenzi calcolati e fedelt\u00e0 negoziabili. Per una spia, il pericolo maggiore non consiste soltanto nel credere alle menzogne del nemico, ma nel finire per credere alle proprie.<\/p>\n<p>Da Kipling a Graham Greene, la letteratura ha rappresentato lo spionaggio come un teatro di identit\u00e0 incerte e compromessi morali. La realt\u00e0 \u00e8 meno romantica: rapporti incompleti, indizi ambigui e decisioni prese al buio.<\/p>\n<p><strong>Sir David Omand<\/strong> conosce questo mondo dall\u2019interno. Gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.gchq.gov.uk\/section\/history\/directors#section_1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Direttore<\/a> del <strong>Government Communications Headquarters &#8211; <\/strong><a href=\"https:\/\/www.gchq.gov.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">GCHQ<\/a>, l\u2019Agenzia britannica per l\u2019intelligence, la sicurezza e la difesa informatica; nonch\u00e9 <strong>Coordinator of Intelligence and Security<\/strong>, la massima carica di coordinamento in materia di sicurezza nazionale e intelligence del Regno Unito, guidata dal <strong>National Security Adviser (NSA)<\/strong>, supportato dai <strong>Cabinet Office&#8217;s<\/strong> <strong>National Security Secretariat (NSS)<\/strong> e dal <strong>Joint Intelligence Organisation (JIO).<\/strong>\u00a0 Sir Omand appartiene a quella rara schiera di uomini che hanno assistito alla storia da dietro le quinte, l\u00e0 dove le decisioni governative si intrecciano con informazioni destinate a rimanere segrete per decenni. La sua esperienza abbraccia la fine della Guerra Fredda, l\u201911 settembre e il ritorno della rivalit\u00e0 tra grandi potenze.<\/p>\n<div id=\"attachment_5442\" style=\"width: 468px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5442\" class=\"size-medium wp-image-5442\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Sir-David-Omand-1-458x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Sir-David-Omand-1-458x300.jpeg 458w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Sir-David-Omand-1-1110x727.jpeg 1110w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Sir-David-Omand-1-768x503.jpeg 768w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Sir-David-Omand-1-1536x1006.jpeg 1536w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Sir-David-Omand-1-600x393.jpeg 600w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Sir-David-Omand-1.jpeg 1590w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><p id=\"caption-attachment-5442\" class=\"wp-caption-text\">Sir David Omand<\/p><\/div>\n<p><strong>Il Professor Omand<\/strong> ha onorato l\u2019Istituto Italiano di Studi Strategici \u201cNiccol\u00f2 Machiavelli\u201d offrendo il suo contributo intellettuale e il suo sostegno in qualit\u00e0 di <a href=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/en\/about-us\/international-advisory-council\/david-omand\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Membro<\/a> dell\u2019<strong>International Advisory Council<\/strong>, sin dalla costituzione del nostro think tank, nel 2010. Il suo prestigioso curriculum e la sua eccezionale determinazione nel difendere i valori democratici nel corso della sua straordinaria carriera hanno arricchito in modo unico l\u2019etica, la cultura strategica e gli ideali della nostra organizzazione.<\/p>\n<p>Nei suoi libri, da <a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/How-Spies-Think-Lessons-Intelligence-ebook\/dp\/B0855GTGWH\/ref=books_amazonstores_d_mfs_author_smart_catalog_unrecognized_1?_encoding=UTF8&amp;pd_rd_w=3pAvB&amp;content-id=amzn1.sym.47218010-ccda-4098-a91e-bc39e6d446f4&amp;pf_rd_p=47218010-ccda-4098-a91e-bc39e6d446f4&amp;pf_rd_r=145-0417381-3096118&amp;pd_rd_wg=H9YX3&amp;pd_rd_r=2717326a-9c75-4667-9279-5b56f71b722b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">How Spies Think<\/a> a <a href=\"https:\/\/www.amazon.com\/How-Survive-Crisis-Resilience-Avoiding-ebook\/dp\/B0BHLDHJWK\/ref=books_amazonstores_d_mfs_author_smart_catalog_unrecognized_2?_encoding=UTF8&amp;pd_rd_w=3pAvB&amp;content-id=amzn1.sym.47218010-ccda-4098-a91e-bc39e6d446f4&amp;pf_rd_p=47218010-ccda-4098-a91e-bc39e6d446f4&amp;pf_rd_r=145-0417381-3096118&amp;pd_rd_wg=H9YX3&amp;pd_rd_r=2717326a-9c75-4667-9279-5b56f71b722b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">How to Survive a Crisis<\/a>, l\u2019intelligence diventa una disciplina dell\u2019incertezza: distinguere il vero dal plausibile, il segnale dal rumore, le intenzioni dalle apparenze. Non basta raccogliere segreti: bisogna interpretarli senza cedere alle spiegazioni pi\u00f9 rassicuranti. Il migliore analista d\u2019intelligence sa diffidare delle conclusioni che coincidono troppo perfettamente con i desideri di chi governa.<\/p>\n<p><strong>Lei \u00e8 stato Direttore del GCHQ e Coordinatore per la sicurezza e l\u2019intelligence del governo del Regno Unito. Che cosa le hanno insegnato queste esperienze sul mondo dell\u2019intelligence? E, per riprendere il titolo di uno dei suoi <em>best seller<\/em>, come pensano davvero le spie?<\/strong><\/p>\n<p>Ho dato al mio libro \u201cHow Spies Think\u201d il sottotitolo \u00ab<em>Dieci lezioni di intelligence<\/em>\u00bb perch\u00e9 volevo condividere almeno una parte di ci\u00f2 che avevo imparato, non soltanto dall\u2019interno del mondo dell\u2019intelligence segreta, ma anche dal contatto ravvicinato con quel mondo come responsabile politico e destinatario delle valutazioni d\u2019intelligence. La prima lezione \u00e8 che la nostra conoscenza del mondo \u00e8 sempre frammentaria e incompleta, e talvolta sbagliata. Vale sia per l\u2019enorme quantit\u00e0 di informazioni provenienti da fonti aperte oggi disponibili, sia per il ben pi\u00f9 ristretto insieme di informazioni ottenute da fonti profondamente segrete. Queste cautele hanno importanti implicazioni politiche. Non si pu\u00f2 contare sul fatto di disporre sempre di un quadro attendibile della situazione, quale idealmente si vorrebbe avere prima di prendere decisioni importanti. Non bisogna dunque fondare la politica di sicurezza sul presupposto che l\u2019intelligence segreta fornir\u00e0 sempre un preavviso sufficiente per intervenire e neutralizzare una minaccia.<\/p>\n<div id=\"attachment_5439\" style=\"width: 740px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5439\" class=\"size-medium wp-image-5439\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Banner_mi5_mi6_and_gchq_cover-730x124.jpg\" alt=\"\" width=\"730\" height=\"124\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Banner_mi5_mi6_and_gchq_cover-730x124.jpg 730w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Banner_mi5_mi6_and_gchq_cover-1110x188.jpg 1110w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Banner_mi5_mi6_and_gchq_cover-768x130.jpg 768w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Banner_mi5_mi6_and_gchq_cover-600x102.jpg 600w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Banner_mi5_mi6_and_gchq_cover.jpg 1128w\" sizes=\"auto, (max-width: 730px) 100vw, 730px\" \/><p id=\"caption-attachment-5439\" class=\"wp-caption-text\">Banner MI5 MI6 and GCHQ<\/p><\/div>\n<p><strong><em>In che modo dovrebbero essere raccolte, valutate e presentate le informazioni di intelligence al decisore politico per evitare che possa essere indotto in errore o ingannato da attori avversari?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel libro riassumo il metodo nell\u2019acronimo <strong>SEES<\/strong>: <strong>S<\/strong>ituational awareness (consapevolezza situazionale), <strong>E<\/strong>xplanation (spiegazione), <strong>E<\/strong>stimation (valutazione previsionale) e <strong>S<\/strong>trategic notice (preavviso strategico). Sono i tipi di informazione pi\u00f9 utili al decisore politico o al comandante delle operazioni. Il primo, la consapevolezza della situazione, risponde alle domande: che cosa sta accadendo: cosa, dove e quando? Occorre verificare attentamente l\u2019attendibilit\u00e0 delle fonti e guardarsi dagli inganni deliberati negli indizi e nei segnali raccolti. \u00c8 cruciale spiegare perch\u00e9 riteniamo di trovarci davanti a una determinata situazione. Ed \u00e8 difficile, soprattutto quando cerchiamo di attribuire la responsabilit\u00e0 di azioni che l\u2019avversario vuole tenere nascoste e delle quali nega la paternit\u00e0. \u00c8 un problema fondamentale oggi, tanto per i sabotaggi russi nella zona grigia e le altre operazioni clandestine, quanto per gli attacchi informatici criminali. Spiegazioni diverse degli avvenimenti conducono verosimilmente a stime diverse sulla loro evoluzione e a modelli differenti delle possibili reazioni dell\u2019avversario alle nostre iniziative. Infine, ritengo importante che i decisori ricevano quanto prima quello che chiamo \u00abpreavviso strategico\u00bb sugli sviluppi e sulle minacce emergenti di lungo periodo, non appena si delinei una tendenza o si prevedano progressi tecnologici capaci di generare minacce future. Trattandosi generalmente di sviluppi di lungo periodo, questo preavviso deriva pi\u00f9 probabilmente dallo studio accurato delle fonti aperte che da una particolare forma d\u2019intelligence segreta.<\/p>\n<p><strong><em>Mi colpisce l\u2019importanza che attribuisce alla componente esplicativa del ciclo dell\u2019intelligence. Ci pu\u00f2 citare qualche esempio, un case study?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Avrei dovuto aggiungere che, nella maggior parte dei casi, la spiegazione dovrebbe emergere da una valutazione di tutte le fonti e di tutte le informazioni disponibili,\u00a0 compresi la storia dei gruppi e delle nazioni eventualmente coinvolti, anzich\u00e9 dall\u2019analisi di un\u2019unica fonte. Un esempio britannico pu\u00f2 essere utile. Nel 2018 il Joint<\/p>\n<p>Intelligence Committee (<a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/groups\/joint-intelligence-committee\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">JIC<\/a>) di Londra concluse che l\u2019impiego a Salisbury dell\u2019agente nervino proibito Novichok, nell\u2019attacco all\u2019ex ufficiale dell\u2019intelligence russa <strong>Sergej Skripal<\/strong> e a sua figlia, fu una <a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/news\/novichok-nerve-agent-use-in-salisbury-uk-government-response\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">operazione clandestina di assassinio condotta da agenti dell\u2019intelligence militare russa<\/a>. L\u2019attacco provoc\u00f2 la morte di una cittadina britannica. L\u2019attribuzione segu\u00ec un\u2019attenta valutazione del JIC basata su tutte le fonti, che fin\u00ec per escludere ogni spiegazione alternativa, comprese numerose ipotesi stravaganti diffuse dalle autorit\u00e0 russe per intorbidire le acque. Sulla base di quella attribuzione, la prima ministra espulse 23 diplomatici russi; seguirono espulsioni di massa in altri 20 Paesi che avevano accolto le conclusioni britanniche. Le conseguenze di una spiegazione possono dunque essere notevoli. E naturalmente lo sarebbero anche quelle di una spiegazione errata. Si pensi, per esempio, a quando interpretammo gli ostacoli posti da Saddam Hussein agli ispettori internazionali delle armi di distruzione di massa come un\u2019ulteriore prova del tentativo di nascondere attivit\u00e0 proibite in quel campo.<\/p>\n<p><strong><em>Nel suo libro \u201cHow Spies Think\u201d insiste a lungo sul fatto che il problema centrale dell\u2019intelligence non \u00e8 semplicemente raccogliere informazioni, ma interpretarle.<\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5444\" style=\"width: 237px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5444\" class=\" wp-image-5444\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Book-Cover-How-Spies-Think-187x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Book-Cover-How-Spies-Think-187x300.jpeg 187w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Book-Cover-How-Spies-Think-637x1024.jpeg 637w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Book-Cover-How-Spies-Think-768x1235.jpeg 768w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Book-Cover-How-Spies-Think-955x1536.jpeg 955w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Book-Cover-How-Spies-Think-600x965.jpeg 600w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Book-Cover-How-Spies-Think.jpeg 1272w\" sizes=\"auto, (max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><p id=\"caption-attachment-5444\" class=\"wp-caption-text\">Book Cover How Spies Think<\/p><\/div>\n<p>Direi che l\u2019interpretazione \u00e8 fondamentale per dare senso a tutte le nostre interazioni con il mondo. Dopotutto non disponiamo, almeno per ora, di poteri telepatici. Possiamo conoscere il mondo soltanto attraverso informazioni che il cervello elabora dopo averle ricevute mediante uno o pi\u00f9 sensi. E numerosi esperimenti psicologici rigorosi condotti nell\u2019ultimo secolo dimostrano che talvolta i sensi possono ingannarci. Nelle note illusioni ottiche, i dati di cui disponiamo, ossia le configurazioni della luce riflessa dalla pagina, vengono interpretati dal cervello come la rappresentazione di qualcosa che in realt\u00e0 non sono. I dati, in quel caso la frequenza e l\u2019intensit\u00e0 delle onde luminose riflesse dall\u2019immagine, sono quelli che sono; ma la loro interpretazione cerebrale \u00e8 ambigua. Ricorro all\u2019analogia fra avvocati dell\u2019accusa e della difesa che cercano di convincere una giuria delle rispettive ricostruzioni alternative delle prove forensi in un processo penale. Per esempio, un giovane compare in tribunale accusato di avere lanciato una molotov durante una manifestazione, perch\u00e9 le sue impronte digitali sono state trovate sui frammenti della bottiglia. Nessuno contesta che le impronte siano sue. Ma la difesa sostiene che la bottiglia si trovava nel contenitore per il riciclaggio fuori casa sua e che la folla l\u2019abbia raccolta passando. La lezione \u00e8 che l\u2019analista deve formulare spiegazioni alternative e sottoporle a un esame accurato. Di norma \u00e8 preferibile proporre la spiegazione che si ritiene meno incompatibile con le prove disponibili, ricordando che, cercando abbastanza, si pu\u00f2 sempre trovare qualche \u00abprova\u00bb apparentemente favorevole persino alle idee pi\u00f9 assurde. Bisogna anche cercare dati che smentiscano l\u2019ipotesi. Ma la spiegazione preferita conserva sempre il carattere di un\u2019ipotesi provvisoria: dobbiamo essere pronti a rivedere il nostro ragionamento quando sopraggiungano nuove informazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Tornando alla sua definizione dell\u2019intelligence come \u00abincompleta, frammentaria e talvolta sbagliata\u00bb, se non possiamo sempre farvi affidamento, quale valore le attribuisce?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Si pu\u00f2 sostenere che gli straordinari progressi evolutivi dell\u2019intelligenza umana siano avvenuti perch\u00e9 essa offriva un valore eccezionale negli ambienti mutevoli in cui gli esseri umani dovevano sopravvivere. L\u2019intelligenza deve aver migliorato la qualit\u00e0 delle decisioni dei nostri antenati su dove trovare cibo e acqua, come sfuggire ai numerosi predatori e affrontare le minacce e i pericoli incontrati. Oggi sintetizzo tutto ci\u00f2 dicendo che lo scopo dell\u2019intelligence rimane aiutarci a prendere decisioni pi\u00f9 fondate, riducendo la nostra ignoranza di ci\u00f2 che abbiamo di fronte. Anche se talvolta ci tradisce, nel tempo procura comunque un vantaggio complessivo. Immaginiamo un gestore di fondi nel distretto finanziario: in una singola giornata pu\u00f2 effettuare cattive operazioni, ma, se \u00e8 bravo, nel lungo periodo genera rendimenti alfa. L\u2019intelligence, impiegata con criterio e sistematicit\u00e0, ha un valore per la sopravvivenza. Il compito dell\u2019intelligence segreta, naturalmente, \u00e8 procurarci tale vantaggio rispetto alle informazioni che i nostri avversari, coloro che intendono danneggiarci, non vogliono assolutamente farci ottenere e per impedirci di acquisire le quali possono ricorrere a mezzi estremamente violenti.<\/p>\n<p><strong>Quanto considera significativa la tentazione degli analisti di piegare le conclusioni alle aspettative dei decisori politici?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un pericolo sempre presente quando i governi non rispettano il diritto dei professionisti, siano essi militari, medici, ingegneri o analisti d\u2019intelligence, a formulare autonomamente i propri giudizi specialistici e a presentarli senza timore. Naturalmente i governi non sono tenuti, in ultima istanza, a seguire il parere degli esperti, ma dovrebbero riconoscere l\u2019obbligo di prenderlo attentamente in considerazione ed essere pronti a spiegare perch\u00e9 decidono di discostarsene. \u00c8 quanto ci aspetteremmo nelle democrazie, non nelle autocrazie. Sembra che questo sia stato un problema reale nelle valutazioni presentate al presidente Putin prima dell\u2019attacco all\u2019Ucraina. \u00c8 difficile immaginare che FSB e SVR non comprendessero che il popolo ucraino avrebbe resistito all\u2019aggressione russa e che il presidente Zelensky non sarebbe fuggito da Kiev, abdicando alle prime avvisaglie dell\u2019attacco russo alla capitale e lasciando cos\u00ec la strada libera a un leader imposto da Mosca.<\/p>\n<div id=\"attachment_5485\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5485\" class=\"size-medium wp-image-5485\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/President-Trump-e-DNI-TUlsi-Gabbard-450x300.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/President-Trump-e-DNI-TUlsi-Gabbard-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/President-Trump-e-DNI-TUlsi-Gabbard-1110x740.jpg 1110w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/President-Trump-e-DNI-TUlsi-Gabbard-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/President-Trump-e-DNI-TUlsi-Gabbard-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/President-Trump-e-DNI-TUlsi-Gabbard-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/President-Trump-e-DNI-TUlsi-Gabbard.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><p id=\"caption-attachment-5485\" class=\"wp-caption-text\">President Trump and DNI Tulsi Gabbard<\/p><\/div>\n<p><strong><em>Esistono dunque pericoli quando i governi pretendono fedelt\u00e0 politica dai vertici dell\u2019intelligence, come sembra richiedere il Presidente Trump?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il presidente degli Stati Uniti ha l\u2019autorit\u00e0 legale di nominare gli alti funzionari dell\u2019amministrazione, secondo le consuete regole di conferma del Senato, e ci\u00f2 comprende le agenzie d\u2019intelligence. Ma \u00e8 stato assai insolito che il presidente Trump destituisse dirigenti di altissimo livello dell\u2019intelligence, della sicurezza e delle forze armate semplicemente perch\u00e9 erano stati nominati dall\u2019amministrazione precedente. \u00c8 quanto \u00e8 accaduto l\u2019anno scorso al direttore della NSA, che era anche comandante del Cyber Command, e al vicedirettore della NSA. Ci\u00f2 ha comportato una grave perdita di competenze sia per la cooperazione SIGINT dei Five Eyes sia per la stessa sicurezza americana, in un momento di pericoli crescenti, non ultimi gli attacchi informatici cinesi.<\/p>\n<p><strong><em>\u00c8 un rischio che ha messo in evidenza nelle sue dieci lezioni d\u2019intelligence?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec. Se si vede che i leader nazionali denigrano i pareri professionali ricevuti e oppongono ai fatti le proprie ferme convinzioni sulle possibili minacce, ci\u00f2 inevitabilmente rischia di incoraggiare valutazioni distorte. E il rischio cresce se gli ufficiali d\u2019intelligence cominciano a pensare che il loro stesso sostentamento dipenda dal compiacere i superiori, facendosi eco delle loro opinioni. Ma \u00e8 importante riconoscere che il rischio di distorsione nelle valutazioni d\u2019intelligence non deriva soltanto dagli analisti che consapevolmente si adeguano alle aspettative dei decisori politici: un fenomeno storicamente raro.<\/p>\n<p><strong><em>A quali altre fonti di bias (distorsione, inclinazione, errore sistematico di valutazione che altera la percezione della realt\u00e0) si riferisce?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ultima \u00ablezione d\u2019intelligence\u00bb del mio libro \u00e8 che sono soprattutto i nostri demoni interiori a rischiare di trarci in inganno. I pregiudizi inconsci di cui tutti soffriamo, e intendo proprio tutti. Il bias di conferma, quando privilegiamo e ricordiamo facilmente le informazioni che sostengono le nostre convinzioni, ignorando o scartando quelle che le contraddicono. Il bias di ancoraggio, quando attribuiamo un peso eccessivo alla prima informazione ricevuta. La perseverazione, quando restiamo attaccati alla linea di ragionamento iniziale anche davanti a prove contrarie. E molti altri ancora. Poich\u00e9 sono distorsioni inconsce, abbiamo bisogno che altri ci segnalino quando ne siamo vittime. Per questo definisco l\u2019analisi d\u2019intelligence uno sport di squadra.<\/p>\n<p><strong><em>Queste distorsioni sembrano aver avuto un ruolo nella decisione americana di rovesciare Saddam Hussein in Iraq. Dopo gli errori nella valutazione delle informazioni sulle armi di distruzione di massa irachene (WMD), quanto ne soffre ancora l\u2019Occidente?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Dalle inchieste indipendenti britanniche sugli errori nelle valutazioni delle armi di distruzione di massa in Iraq sono state tratte lezioni importanti, poi messe in pratica. Quelle inchieste ebbero pieno accesso a tutti i documenti d\u2019intelligence e politici e raccolsero ampie testimonianze dalle persone coinvolte, me compreso. Una conseguenza fu la decisione di professionalizzare il mestiere della valutazione d\u2019intelligence, trasformandolo in una specializzazione governativa, al pari di economisti e statistici; intensificare la formazione in un College of Analysis diretto dal Cabinet Office britannico; favorire la mobilit\u00e0 degli analisti per consentire loro di conoscere i diversi ambiti della comunit\u00e0 d\u2019intelligence; e accrescere il prestigio degli analisti al suo interno. Sono alcuni dei cambiamenti introdotti. Ma gli eventi iracheni del 2002-2003 proiettano ancora una lunga ombra. Nel 2022 le intelligence americana e britannica valutarono correttamente l\u2019intenzione di Putin di ricorrere alla forza militare per rovesciare il governo ucraino e di organizzare un\u2019operazione sotto falsa bandiera per procurarsi un pretesto immediato. <strong>Noi Lanciammo l\u2019allarme. Eppure i leader di alcuni dei nostri maggiori partner contestarono quella valutazione<\/strong>. Gli alleati europei non riuscivano a credere che Putin aveva mentito (deception), dopo aver assicurato di recente ai loro capi di governo di non avere alcuna intenzione del genere.<\/p>\n<p><strong><em>Quando ravvisa il pericolo pi\u00f9 evidente che l\u2019intelligence venga interpretata retrospettivamente per convalidare una linea politica gi\u00e0 stabilita?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Un segnale d\u2019allarme \u00e8 la tracotanza dei leader riguardo alla propria abilit\u00e0 nell\u2019arte di governare. Questo dogmatismo contribuisce spesso a sottovalutare rischi gravi, sotto l\u2019influsso inconscio della convinzione radicata che le proprie politiche escludano semplicemente la possibilit\u00e0 di un disastro. Ne deriva una pianificazione fondata sul presupposto che gli esiti negativi non si verificheranno perch\u00e9 la politica adottata ne elimina il rischio. Diffidate sempre di chi vi rassicura dicendo: \u00abNon pu\u00f2 accadere, perch\u00e9 abbiamo politiche che impediscono che accada\u00bb. Oppure, quando ricordate precedenti storici in cui le cose sono andate male, di chi replica: \u00abQuesta volta \u00e8 diverso\u00bb. Gli eventi improbabili talvolta accadono.<\/p>\n<div id=\"attachment_5456\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5456\" class=\" wp-image-5456\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/HaMossad-leModiin-uleTafkidim-Meyuchadim-MOSSAD.png\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/HaMossad-leModiin-uleTafkidim-Meyuchadim-MOSSAD.png 120w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/HaMossad-leModiin-uleTafkidim-Meyuchadim-MOSSAD-100x100.png 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><p id=\"caption-attachment-5456\" class=\"wp-caption-text\">HaMossad leModi&#8217;in uleTafkidim Meyuchadim MOSSAD<\/p><\/div>\n<p><strong>Un esempio tragico \u00e8 stato il fallimento dell\u2019intelligence israeliana davanti al brutale attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. <\/strong>Prima dell\u2019attacco, secondo i media israeliani, l\u2019intelligence militare aveva osservato combattenti di Hamas addestrarsi e compiere ricognizioni, e Israele sembra avesse persino ottenuto un piano d\u2019attacco di Hamas. Ma i ministri insistevano che Hamas non aveva n\u00e9 la capacit\u00e0 n\u00e9<\/p>\n<div id=\"attachment_5458\" style=\"width: 163px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5458\" class=\" wp-image-5458\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Shabak-Shin-Bet-pag-193.jpg\" alt=\"\" width=\"153\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Shabak-Shin-Bet-pag-193.jpg 120w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Shabak-Shin-Bet-pag-193-100x100.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 153px) 100vw, 153px\" \/><p id=\"caption-attachment-5458\" class=\"wp-caption-text\">Shab\u00e0k &#8211; Shin Bet<\/p><\/div>\n<p>l\u2019intenzione di sferrare un grande attacco. Di conseguenza non fu diramato alcun allarme sulla probabilit\u00e0 dell\u2019attacco, n\u00e9 venne predisposto un piano operativo d\u2019emergenza delle forze armate israeliane, lasciando trascorrere molto tempo prima dell\u2019arrivo di una risposta militare efficace. <strong>Dietro quel giudizio errato si cela probabilmente un fatale fallimento politico del governo israeliano nel riconoscere e pianificare i grandi rischi insiti nella propria strategia politica.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Lei ha scritto che comprendere la Russia del Presidente Putin richiede uno sforzo analitico paragonabile a quello un tempo dedicato all\u2019Unione Sovietica.\u00a0 Continuiamo a proiettare sulla Russia uno schema ideologico che non le corrisponde?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Potremmo cominciare chiedendoci come la Russia, al pari dell\u2019Unione Sovietica quando esisteva, concepisca la ragion d\u2019essere fondamentale dei propri Servizi d\u2019intelligence. Le Agenzie di intelligence occidentali considerano come compito principale quello di fornire informazioni per soddisfare le esigenze dei propri decisori, nella difesa, negli affari esteri, nella sicurezza interna e cos\u00ec via. Per sette anni ho fatto parte del Joint Intelligence Committee britannico, che ogni settimana presenta ai massimi esponenti del governo valutazioni strategiche sugli sviluppi di maggiore interesse. I capi dell\u2019intelligence partecipano al <a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/government\/groups\/national-security-council\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">National Security Council<\/a> (Consiglio di Sicurezza Nazionale) quando i ministri discutono le implicazioni di quelle valutazioni. Le agenzie russe, invece, come prima di loro quelle sovietiche, considerano la propria missione una forma segreta di lotta politica condotta per conto dello Stato. Il loro compito consiste nell\u2019adottare \u00abmisure attive\u00bb per influenzare gli avversari e indebolirne le posizioni politiche, economiche, scientifiche, tecnologiche e militari. Regno Unito, Germania, Polonia e altri alleati sono considerati avversari, soprattutto per il nostro sostegno all\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina quale nazione sovrana. <strong>Oggi le \u00abmisure attive\u00bb russe comprendono sovversione, disinformazione, incendi dolosi e sabotaggi, destinati a danneggiare e ostacolare il nostro sostegno all\u2019Ucraina, restando appena al di sotto della soglia di guerra aperta prevista dall\u2019articolo 5 della NATO.<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00c8 questo che si intende quando persone come lei definiscono \u00abcekisti\u00bb i dirigenti russi?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec. Faccio risalire questa fede nelle \u00abmisure attive\u00bb agli anni successivi alla Rivoluzione d\u2019ottobre del 1917. Lenin utilizz\u00f2 la famigerata polizia segreta \u010ceka come proprio \u00abscudo e spada\u00bb. Il suo compito consisteva assai meno nel raccogliere informazioni che nell\u2019individuare i nemici e adottare misure, per quanto spietate, per distruggerli. \u00c8 possibile risalire dagli attuali servizi segreti russi e dalla loro cultura violenta ai predecessori del KGB e, prima ancora, al MVD, al KI e al MGB, all\u2019NKGB del tempo di guerra e al famigerato NKVD dell\u2019anteguerra; e ancora prima all\u2019OGPU e alla GPU, nati dalla \u010ceka originaria dopo il suo scioglimento nel 1922. Ogni generazione ha trasmesso alla successiva la propria visione violenta. Putin ha fatto erigere presso la nuova sede dell\u2019SVR una statua al fondatore della \u010ceka, Feliks Dzer\u017einskij, detto \u00abFeliks di ferro\u00bb, dopo che la statua originaria davanti al quartier generale del KGB era stata abbattuta dai manifestanti alla fine della Guerra fredda. Ecco perch\u00e9 le agenzie russe conservano tuttora un orientamento e una formazione cekisti e sono oggi impegnate a destabilizzare Paesi come Regno Unito, Germania e Polonia, che sostengono l\u2019indipendenza ucraina contro l\u2019aggressione russa.<\/p>\n<div id=\"attachment_5437\" style=\"width: 556px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5437\" class=\"size-medium wp-image-5437\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Russia-Foreign-Intelligence-Service-unveiling-ceremony-Statue-Dzerzhinsky-546x300.webp\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Russia-Foreign-Intelligence-Service-unveiling-ceremony-Statue-Dzerzhinsky-546x300.webp 546w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Russia-Foreign-Intelligence-Service-unveiling-ceremony-Statue-Dzerzhinsky-768x422.webp 768w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Russia-Foreign-Intelligence-Service-unveiling-ceremony-Statue-Dzerzhinsky-600x330.webp 600w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Russia-Foreign-Intelligence-Service-unveiling-ceremony-Statue-Dzerzhinsky.webp 1050w\" sizes=\"auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><p id=\"caption-attachment-5437\" class=\"wp-caption-text\">Russia Foreign Intelligence Service &#8211; SVR &#8211; unveiling ceremony Statue of Feliks Dzer\u017einskij<\/p><\/div>\n<p><strong><em>Ritiene che le \u201cactive measures\u201d russe stiano ottenendo qualche successo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Non proprio. Finora i sabotaggi e gli attacchi informatici, bench\u00e9 singolarmente pericolosi, sono stati sporadici e di effetti limitati. E sul piano politico non fanno che rafforzare la determinazione dell\u2019opinione pubblica a non lasciarsi intimidire dalla Russia. Detto questo, da Mosca giungono minacce di intensificare le attivit\u00e0 ostili nella \u00abzona grigia\u00bb se continueremo a fornire armi all\u2019Ucraina e a mantenere le sanzioni contro la Russia. Il pericolo maggiore \u00e8 che Mosca, sentendosi incoraggiata, tenti attacchi pi\u00f9 devastanti sul territorio britannico o di altri Paesi NATO, oppure colpisca interessi occidentali fondamentali, per esempio interferendo con i cavi sottomarini. Il Cremlino rischierebbe cos\u00ec un pericoloso errore di calcolo autorizzando gravi aggressioni russe contro territori della NATO, nel Regno Unito, in Germania, in Polonia o presso altri alleati. Errori del genere potrebbero provocare ingenti danni alle infrastrutture e perfino perdite umane su vasta scala. La NATO dovrebbe reagire per legittima difesa, nonostante il rischio di entrare in una spirale di escalation dagli sviluppi difficilmente prevedibili. Occorre far comprendere al Cremlino che la strada intrapresa comporta rischi enormi.<\/p>\n<p><strong><em>La sua lettura della situazione geopolitica e strategica indica che per comprendere la Russia di oggi, dovremmo dedicare alla Russia del Presidente Putin uno sforzo analitico paragonabile a quello riservato all\u2019Unione Sovietica. I governi<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0occidentali continuano a non comprendere le vere intenzioni della Russia di Putin?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Unione Sovietica era animata da un\u2019ideologia ostile, che prevedeva la preparazione a uno scontro finale fra comunismo e capitalismo, ritenuto inevitabile dai dirigenti del Cremlino quasi come un atto di fede. A ci\u00f2 si accompagnava la dedizione alla diffusione del comunismo internazionale. Insieme alle sue dimensioni e alle forze del Patto di Varsavia, tutto questo faceva dell\u2019Unione Sovietica un formidabile avversario militare. La Russia odierna non si trova in una posizione paragonabile, nonostante il desiderio di Putin di ricostituire il Patto di Varsavia e il vasto arsenale nucleare russo. Ma, come l\u2019Unione Sovietica, \u00e8 governata da un\u2019\u00e9lite chiusa. Putin \u00e8 un autocrate convinto di avere un destino storico da compiere in nome della propria visione della Russia. Lo circonda una ristretta cerchia di siloviki, perlopi\u00f9 sodali legati al presidente e restii a fornire consigli obiettivi. Durante la Guerra fredda l\u2019Occidente era assorbito dalla Kremlinologia: analisti specializzati studiavano, per esempio, chi mancasse dal gruppo dirigente sulla tribuna del mausoleo di Lenin durante la parata militare del Primo maggio o a chi fosse stato assegnato, quell\u2019anno, un posto leggermente pi\u00f9 lontano dai vertici del Partito. Oggi serve una competenza analoga per spiegare come vengano prese le decisioni al Cremlino e quali siano le voci pi\u00f9 influenti fra coloro che hanno accesso al presidente. E serve competenza per comprendere le ragioni delle decisioni del presidente russo che alla maggior parte degli occidentali non specialisti appaiono irrazionali. Nel quadro di riferimento occidentale \u00e8 difficile capire scelte che ci sembrano aliene, come intensificare la guerra in Ucraina nonostante le perdite russe quotidiane stimate fra 1.500 e 2.000 soldati e le conseguenze delle pesanti sanzioni internazionali sulla vita quotidiana della popolazione russa. Per elaborare risposte all\u2019aggressione russa \u00e8 importante riuscire a vedere l\u2019Occidente e la stessa Russia attraverso gli occhi di Putin. (\u00c8 illuminante studiare la ricostruzione storica pubblicata dallo stesso Putin per giustificare la convinzione che l\u2019Ucraina non abbia diritto di esistere come Stato separato dalla madre Russia, e rendersi conto di quanto una visione della storia profondamente parziale e distorta condizioni la concezione del mondo del leader russo). Cominciare a capire il suo punto di vista non significa, naturalmente, condividere le sue conclusioni o giustificarne l\u2019illegalit\u00e0. Ma comprendere da dove muovano le sue convinzioni \u00e8 essenziale per spiegare la sua ostilit\u00e0, prossima alla paranoia, verso la NATO, che egli ritiene sia gi\u00e0 in guerra contro la Russia.<\/p>\n<div id=\"attachment_4938\" style=\"width: 1279px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4938\" class=\" wp-image-4938\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Festa-della-Vittoria-2026-480x300.jpg\" alt=\"\" width=\"1269\" height=\"793\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Festa-della-Vittoria-2026-480x300.jpg 480w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Festa-della-Vittoria-2026-600x375.jpg 600w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Festa-della-Vittoria-2026.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 1269px) 100vw, 1269px\" \/><p id=\"caption-attachment-4938\" class=\"wp-caption-text\">Presidente Putin &#8211; Festa della Vittoria 2026<\/p><\/div>\n<p><strong><em>Come sono cambiati il ruolo e la vita quotidiana degli agenti d\u2019intelligence dalla fine della Guerra fredda a oggi, in un mondo segnato dalla presenza pervasiva dei social media e dell\u2019intelligenza artificiale?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 una domanda che mi pongono spesso gli studenti dei corsi magistrali del King\u2019s College, soprattutto quelli che pensano di entrare nel mondo dei Servizi segreti. Li invito a immaginare la Comunit\u00e0 d\u2019Intelligence tirata in direzioni differenti da tre forze, fra le quali deve trovare un punto di equilibrio. Le si pensi come ai lati di un triangolo rovesciato. Il primo insieme di forze deriva dai mutamenti nella percezione delle minacce e dunque nelle richieste rivolte alle Agenzie d\u2019intelligence. Gli attentati di Al Qaeda a New York e Washington dell\u201911 settembre e l\u2019elevato rischio di ulteriori attacchi ebbero un impatto fondamentale sulle Comunit\u00e0 d\u2019Intelligence occidentali. L\u2019attenzione dovette spostarsi sull\u2019antiterrorismo, con tutte le conseguenze per il lavoro degli agenti in patria e all\u2019estero nell\u2019individuazione e nell\u2019investigazione di gruppi e cellule terroristiche. Ne derivarono legami pi\u00f9 stretti fra agenzie di intelligence umana e tecnica, una collaborazione pi\u00f9 profonda con la polizia e nuove istituzioni, come il <a href=\"https:\/\/www.mi5.gov.uk\/about-us\/joint-terrorism-analysis-centre\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Joint Terrorism Analysis Centre<\/a> di Londra e gli organismi equivalenti nei Paesi alleati e partner. Pi\u00f9 radicalmente, il lavoro di molti agenti, tradizionalmente descritto dal classico ciclo dell\u2019intelligence, cominci\u00f2 ad assomigliare maggiormente a quello di un investigatore alle prese con un grave reato, con interazioni dinamiche quotidiane, talvolta orarie, fra chi raccoglie direttamente le informazioni e chi ne orienta il lavoro, utilizzando quei frammenti informativi per sviluppare l\u2019indagine. Al posto delle esigenze fisse dell\u2019intelligence della Guerra fredda servivano informazioni su individui d\u2019interesse: nomi e pseudonimi, contatti, ubicazione, spostamenti, finanziamenti e, naturalmente, intenzioni.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019esperienza acquisita dimostra che soddisfare le esigenze di intelligence relative ai singoli terroristi richiede approcci diversi rispetto a quelli utilizzati per gli obiettivi tradizionali della Guerra Fredda, come ad esempio l\u2019acquisizione della gittata e della sezione efficace radar di un nuovo velivolo sovietico.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 proprio questo il punto. Ma naturalmente non dobbiamo dimenticare che le esigenze informative pi\u00f9 tradizionali esistono tuttora, aggiungendosi alle nuove richieste urgenti appena menzionate. E vengo cos\u00ec al secondo insieme di forze, lungo il secondo lato del triangolo, che hanno trasformato radicalmente il mondo dell\u2019intelligence segreta: le tecnologie digitali avanzate impiegate per soddisfare le nuove esigenze. Le tecnologie digitali e le loro applicazioni alle comunicazioni globali, ai dispositivi mobili e a Internet hanno modificato profondamente l\u2019offerta potenziale di informazioni. E questa offerta ha interagito dinamicamente con la domanda d\u2019intelligence di cui abbiamo appena parlato. Talvolta nuove esigenze dettate dalle minacce stimolavano investimenti in nuovi strumenti digitali di raccolta; altre volte accadeva il contrario: i progressi tecnologici nati da applicazioni commerciali suggerivano come impiegarli nel mondo dell\u2019intelligence segreta. Si pu\u00f2 considerare una coincidenza di portata mondiale che, proprio mentre l\u2019attenzione si spostava sugli individui intenzionati a nuocerci, comparissero innovazioni digitali quali le reti a commutazione di pacchetto, i dispositivi mobili personali e naturalmente Internet e i social media. Sono queste enormi masse di dati che gli agenti devono scandagliare per individuare i propri obiettivi e scoprirne il quotidiano <em>train de vie<\/em>. L\u2019impiego dell\u2019analisi dei metadati delle comunicazioni, per esempio, tanto internazionali quanto interne, ha aiutato gli agenti a ricostruire reti terroristiche, sventare numerosi complotti gravi e consegnare terroristi alla giustizia. Ma proprio la capacit\u00e0 delle fonti digitali di rivelare informazioni personali, cos\u00ec preziosa per le autorit\u00e0 nella prevenzione del terrorismo e della criminalit\u00e0 grave, ha inevitabilmente suscitato preoccupazioni pubbliche sull\u2019ampiezza delle reti digitali gettate dalle agenzie e su quale autorit\u00e0 debba autorizzare le indagini pi\u00f9 invasive. Il terzo lato del mio triangolo rappresenta le pressioni esercitate sulla comunit\u00e0 d\u2019intelligence dai vincoli giuridici ed etici imposti dalla societ\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Ritengo che si riferisca alle nazioni democratiche, non alle autocrazie, dove simili preoccupazioni sono inevitabilmente subordinate alle esigenze dei leader di controllare il dissenso interno e garantire la sicurezza esterna.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Esattamente. Gli agenti d\u2019intelligence occidentali devono accettare di operare in un ambiente sottoposto a controllo e scrutinio democratici. I loro avversari no. Ma il consenso pubblico, ottenuto attraverso leggi approvate democraticamente, offre vantaggi di lungo periodo, per esempio nella qualit\u00e0 delle persone che si possono reclutare. Il Regno Unito \u00e8 un caso interessante. Dopo un intenso dibattito nel Parlamento britannico, nel 2016 fu approvata una nuova legge per disciplinare i poteri investigativi delle agenzie e della polizia. In sostanza, parlamentari di tutti i partiti si convinsero che, per proteggere la popolazione, le autorit\u00e0 d\u2019intelligence e sicurezza dovessero disporre di potenti strumenti digitali, accettando per\u00f2 in cambio un regime molto pi\u00f9 rigoroso di disciplina giuridica e di supervisione parlamentare e giudiziaria. Il nuovo regime di sorveglianza pu\u00f2 essere descritto con <strong>3R<\/strong>: <strong>Rule of law<\/strong>, il principio pubblico dello Stato di diritto, senza poteri segreti; <strong>Regulation,<\/strong> la disciplina delle autorizzazioni e dei controlli; <strong>Restraint,<\/strong> la moderazione, che impone ai singoli agenti il dovere di poter giustificare l\u2019esercizio dei loro poteri come necessario e proporzionato. I risultati, in termini di complotti scoperti e sventati, sono impressionanti.<\/p>\n<p><strong><em>Prevede cambiamenti paragonabili a quelli dei decenni successivi all\u201911 settembre?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec. Le nostre comunit\u00e0 d\u2019intelligence hanno dovuto aggiungere alla persistente attenzione per il terrorismo, tanto dell\u2019estrema destra violenta quanto dei jihadisti violenti, il riemergere delle minacce statali, intensificate dall\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina e, pi\u00f9 recentemente, dagli attacchi americani contro l\u2019Iran. Le minacce non provengono soltanto direttamente dagli apparati statali impegnati in attivit\u00e0 ostili nella \u00abzona grigia\u00bb, ma anche da gruppi criminali che agiscono per loro conto. \u00c8 quanto accade da anni con le bande russe di hacker, responsabili di ransomware e altri attacchi compiuti prevalentemente per profitto personale, ma talvolta anche in risposta a richieste dello Stato volte a provocare disordini, soprattutto nei Paesi che sostengono l\u2019Ucraina. Inoltre gli attacchi informatici cinesi sono diventati pi\u00f9 aggressivi, prendendo di mira, per esempio, gran parte delle telecomunicazioni e di altre infrastrutture critiche statunitensi. Ricorder\u00e0 gli avvertimenti diffusi l\u2019anno scorso sulle campagne informatiche cinesi note come <a href=\"https:\/\/www.congress.gov\/crs-product\/IF12798\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Salt Typhoon<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.congress.gov\/crs_external_products\/IF\/HTML\/IF12798.web.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Volt Typhoon<\/a>, volte a individuare strumenti di destabilizzazione nell\u2019eventualit\u00e0 di un conflitto fra Stati Uniti e Cina. Nel loro insieme, questi sviluppi costituiscono una sfida formidabile per l\u2019intelligence: comprendere ci\u00f2 che accade e attribuirne la responsabilit\u00e0, in aggiunta alle minacce preesistenti del terrorismo e dello spionaggio ostile, che non sono scomparse.<\/p>\n<p><strong><em>Lei ha descritto il secondo insieme di forze che agiscono sugli agenti d\u2019intelligence come derivante dall\u2019avvento delle tecnologie digitali. Queste hanno superato la necessit\u00e0 delle tradizionali fonti umane?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec e no. Da un lato, quella che definisco digitalizzazione ha rivoluzionato il modo di lavorare di tutti gli agenti d\u2019intelligence. Ogni forma d\u2019informazione cui possiamo accedere, attraverso la vista, l\u2019udito, il tatto e perfino l\u2019olfatto e il gusto, pu\u00f2 ormai essere rappresentata come una sequenza di numeri. Transazioni finanziarie, sistemi logistici, gestione dei semafori, controllo delle reti elettriche e quasi tutto ci\u00f2 che consente il normale svolgimento della vita dipendono dalla disponibilit\u00e0 dei dati digitali corretti al momento opportuno. Quando le informazioni sono in forma numerica, abbiamo il vantaggio di poterle facilmente conservare e recuperare, condividere e cifrare in sicurezza. Ma un avversario pu\u00f2 corromperle, manipolarle (le falsificazioni digitali sono ormai comuni su Internet) o renderle indisponibili attraverso ransomware e altre intrusioni nei sistemi informativi. Ricordiamo che il malware non rispetta alcuna frontiera nazionale. Le nostre agenzie d\u2019intelligence e sicurezza, insieme ai colleghi della polizia, hanno molto da fare. Aggiungerei che i meccanismi dello spionaggio e del controspionaggio sono ormai digitali. Ma gli agenti umani ben collocati (compresi quelli che hanno accesso ai sistemi digitali dell\u2019avversario), restano inestimabili. E le capacit\u00e0 squisitamente umane necessarie a persuadere un potenziale agente ad aiutarci sono rimaste quelle di sempre. Le agenzie di intelligence umana non sono destinate a scomparire, anche se possono essere cambiate alcune categorie di persone di cui cercano la collaborazione.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019avvento dell\u2019intelligenza artificiale avanzata modifica radicalmente anche il lavoro delle Agenzie d\u2019intelligence, soprattutto a sostegno delle operazioni militari?<\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5452\" style=\"width: 391px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5452\" class=\"size-medium wp-image-5452\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/human-in-the-loop-381x300.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/human-in-the-loop-381x300.jpg 381w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/human-in-the-loop.jpg 495w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><p id=\"caption-attachment-5452\" class=\"wp-caption-text\">human-in-the-loop<\/p><\/div>\n<p>Le capacit\u00e0 della Frontier Artificial Intelligence stanno determinando un cambiamento fondamentale nel modo in cui deve funzionare la supervisione umana dell\u2019intelligence.<\/p>\n<p>Tradizionalmente l\u2019essere umano era<strong> &#8220;In the Loop&#8221;<\/strong>, direttamente coinvolto in ogni decisione, compresa la valutazione dell\u2019attendibilit\u00e0 delle informazioni in ingresso. Nelle situazioni di combattimento in rapida evoluzione, il ruolo sta diventando on the loop: stabilire preventivamente regole e limiti per una rete di sensori elettronici, poi sorvegliare il sistema che agisce autonomamente e intervenire soltanto se cambiano le circostanze o si nota qualcosa che non va. L\u2019essere umano resta responsabile, ma \u00e8 ormai un supervisore anzich\u00e9 un partecipante diretto.<\/p>\n<p>Non si tratta di un fallimento della politica, ma di un vincolo imposto dall\u2019ambiente operativo. E ci\u00f2 significa che cambiano anche i nostri obblighi etici. Non basta pi\u00f9 chiedersi come mantenere l\u2019essere umano all\u2019interno del ciclo decisionale. Dobbiamo invece chiederci come garantire che il ciclo supervisionato dall\u2019essere umano governi sistemi capaci di valutare la qualit\u00e0 delle informazioni d\u2019intelligence in ingresso e di ragionare moralmente nel modo che desideriamo. E come assicurare che, quando cambiano le circostanze, il sistema sappia reagire adeguatamente?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Tornando alle precedenti tematiche, quale dovrebbe essere il rapporto fra intelligence e politica? E fra segretezza, decisione politica e narrazione pubblica attraverso cui quelle decisioni vengono presentate?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A mio giudizio, il rapporto deve rispettare, da un lato, l\u2019integrit\u00e0 delle valutazioni professionali dell\u2019intelligence e, dall\u2019altro, il diritto dei politici democraticamente eletti di avere l\u2019ultima parola sul loro utilizzo o meno. I leader politici devono sentire il dovere di tenere conto dei consigli professionali, provengano essi da economisti, medici, meteorologi, diplomatici, capi militari o agenti d\u2019intelligence. L\u2019obbligo \u00e8 lo stesso: considerarli con la dovuta attenzione, porre domande e richiedere ulteriori informazioni o ricerche, senza pretendere per\u00f2 che un giudizio professionale venga modificato per adattarsi alle opinioni dei politici. Aggiungerei che in democrazia ci si dovrebbe aspettare che i politici spieghino le proprie ragioni quando decidono di non seguire un parere professionale ponderato. Quando occorre tutelare un segreto autentico, possono farlo riservatamente davanti a un\u2019apposita commissione parlamentare.<\/p>\n<p><strong><em>Contrastare la disinformazione sta diventando una funzione sempre pi\u00f9 importante dell\u2019apparato di sicurezza e intelligence. Eppure la definizione di \u00abminaccia\u00bb e l\u2019uso politico della sua percezione possono troppo facilmente essere modellati ad usum delphini. Quali garanzie occorrono per evitare che la difesa dello spazio pubblico si trasformi in un\u2019amministrazione della verit\u00e0?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il miglior disinfettante \u00e8 la luce del sole. Quando la disinformazione viene diffusa apertamente, come fanno oggi le emittenti statali russe sulla guerra in Ucraina, la risposta deve essere un dibattito pubblico aperto, guidato dai nostri politici e capace di coinvolgere il maggior numero possibile di voci diverse. \u00c8 questo il significato della libert\u00e0 di parola. Ma quando vengono impiegati clandestinamente mezzi ingannevoli per amplificare la disinformazione, per esempio reti di bot, video deepfake o falsificazioni, spetta alle agenzie d\u2019intelligence e sicurezza accertare i fatti e attribuirne la responsabilit\u00e0, e poi ai politici di governo decidere quali azioni autorizzare per difendere il nostro spazio informativo. Fra queste possono figurare operazioni informatiche offensive volte a ostacolare le attivit\u00e0 dell\u2019avversario, come avvenne contro i tentativi dell\u2019ISIS di diffondere materiale estremamente violento attraverso Internet.<\/p>\n<p><strong><em>Molti commentatori hanno parlato di una presunta crisi dell\u2019alleanza Five Eyes in conseguenza dell\u2019amministrazione Trump. Ritiene possibile una simile crisi? E come stanno cambiando le priorit\u00e0 strategiche di Londra e Washington?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>I Five Eyes nacquero da una circostanza storica unica nella cooperazione nell\u2019intelligence dei segnali. Una lunga esperienza di lavoro comune ha prodotto profondo rispetto professionale fra il personale e amicizie personali e familiari. Occorre molto tempo per costruire un tale grado di affidabilit\u00e0 reciproca nell\u2019intelligence e oggi anche nella sicurezza nazionale, nell\u2019ambito militare, diplomatico e in altri settori. L\u2019ampiezza, la profondit\u00e0 e la delicatezza di questa cooperazione abbracciano l\u2019intera gamma delle attivit\u00e0 d\u2019intelligence, operative, analitiche e cos\u00ec via: \u00e8 la migliore al mondo. Posso citare l\u2019ex direttore della CIA, l\u2019onorevole John Brennan, con il quale ho testimoniato<\/p>\n<div id=\"attachment_5483\" style=\"width: 309px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5483\" class=\"size-medium wp-image-5483\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Intelligence-Cycle-299x300.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Intelligence-Cycle-299x300.jpg 299w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Intelligence-Cycle-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Intelligence-Cycle.jpg 330w\" sizes=\"auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><p id=\"caption-attachment-5483\" class=\"wp-caption-text\">Intelligence Active Collaboration Cycle<\/p><\/div>\n<p>davanti a una commissione parlamentare britannica all\u2019inizio di quest\u2019anno: \u00abDipendiamo gli uni dagli altri; ci trattiamo come fratelli e sorelle in ci\u00f2 che facciamo e in ci\u00f2 che condividiamo, perch\u00e9 esiste una reale consonanza di valori e principi fra i nostri Paesi e fra i nostri servizi\u00bb. Sul punto da lei sollevato, aggiunse: \u00abI venti politici a Washington soffiano continuamente. In questi giorni soffiano piuttosto forte, ma molti professionisti dell\u2019intelligence sanno come evitare di esserne travolti\u00bb. Non \u00e8 la prima volta che emergono divergenze politiche fra i governi dei Five Eyes. Ho ricordato alla commissione parlamentare la rottura del 1956 nei rapporti fra il presidente americano Eisenhower e il primo ministro britannico sir Anthony Eden per il disastro di Suez. Non mi ha sorpreso apprendere che, durante quella grave crisi, il GCHQ e il suo omologo americano, la National Security Agency, lavoravano in strettissima collaborazione per studiare l\u2019intervento sovietico in Ungheria, nonostante le onde che allora scuotevano la superficie atlantica. Sono fiducioso che, sotto quella superficie, i professionisti dei Five Eyes continueranno a svolgere il lavoro che compete loro. E dobbiamo riconoscere che, contemporaneamente, ciascun membro dei Five Eyes approfondir\u00e0 le proprie relazioni d\u2019intelligence e di cooperazione informatica con altri partner, nell\u2019interesse della sicurezza reciproca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Da decenni lei studia il rapporto fra intelligence e decisione politica. Nel sistema multipolare emergente i servizi sembrano svolgere sempre pi\u00f9 spesso funzioni diplomatiche, preventive e persino narrative. Stiamo entrando in un\u2019epoca in cui l\u2019intelligence plasma la politica estera quanto, o persino pi\u00f9, della diplomazia tradizionale? \u00c8 il trionfo di una logica di \u00absicurezza nazionale\u00bb sulla logica tradizionale della politica estera?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019intelligence deve informare, non dirigere, l\u2019elaborazione della politica estera. Inevitabilmente, l\u2019intelligence segreta diventa un contributo molto importante alla politica estera quando si ha a che fare con societ\u00e0 chiuse e governi che perseguono clandestinamente obiettivi illegittimi, come ha fatto l\u2019Iran con i suoi programmi di arricchimento nucleare e con il sostegno a Hezbollah e agli Houthi. Gli alti funzionari dell\u2019intelligence intrattengono rapporti con omologhi in molte parti del mondo e talvolta tali rapporti possono trasformarsi in canali riservati e non pubblicizzati per sondare possibili cambiamenti vantaggiosi delle politiche estere, che sarebbe pi\u00f9 difficile esplorare con i normali strumenti diplomatici sotto il riflettore dei media. Ma non \u00e8 nulla di nuovo. Ricordiamo il canale riservato con Aleksandr Feklisov, capo della stazione del KGB a Washington, che contribu\u00ec a disinnescare la crisi dei missili di Cuba.<\/p>\n<p><strong><em>Lei ha costantemente sottolineato l\u2019importanza di distinguere ci\u00f2 che sappiamo da ci\u00f2 che crediamo soltanto di sapere. Guardando all\u2019attuale sistema internazionale, quale grande rischio le \u00e9lite politiche occidentali stanno trascurando o interpretando attraverso uno schema concettuale sbagliato? E quali conseguenze strategiche potrebbero derivare da questo errore di lettura?<\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5450\" style=\"width: 543px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5450\" class=\"size-medium wp-image-5450\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/NATOs-Pressure-and-Russias-Response-A-New-Global-Order-Emerges-768x432-1-533x300.jpg\" alt=\"\" width=\"533\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/NATOs-Pressure-and-Russias-Response-A-New-Global-Order-Emerges-768x432-1-533x300.jpg 533w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/NATOs-Pressure-and-Russias-Response-A-New-Global-Order-Emerges-768x432-1-600x338.jpg 600w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/NATOs-Pressure-and-Russias-Response-A-New-Global-Order-Emerges-768x432-1.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><p id=\"caption-attachment-5450\" class=\"wp-caption-text\">NATOs-Pressure-and-Russias-Response-A-New-Global-Order-Emerges-768&#215;432<\/p><\/div>\n<p>\u00c8 difficile liberarsi dall\u2019abitudine di guardare il mondo attraverso la lente della pace e della guerra, considerando la guerra uno stato eccezionale e la pace la norma. Eppure, in una regione dopo l\u2019altra del pianeta, assistiamo a guerre permanenti che solitamente chiamiamo conflitti, ma che, con gli armamenti moderni, possiedono tutta l\u2019intensit\u00e0 mortale della guerra. Alcune oppongono uno Stato a un altro, come Russia e Ucraina; altre coinvolgono gruppi per procura, come nel caso dell\u2019impiego di Hezbollah da parte dell\u2019Iran. La sicurezza dell\u2019alleanza difensiva NATO si fonda sul principio dell\u2019articolo 5 del Trattato: un attacco contro uno \u00e8 un attacco contro tutti. La strategia della NATO consiste nel dissuadere qualsiasi attacco armato contro il proprio territorio, e dobbiamo riconoscere ai nostri predecessori il merito di essere riusciti a scoraggiare un conflitto durante la Guerra fredda. Ma proprio quel successo rischia di nascondere il conflitto tuttora in corso fra Russia e nazioni della NATO, combattuto al di sotto della soglia dell\u2019articolo 5. Dobbiamo riconoscere che le agenzie russe stanno oggi conducendo contro di noi \u00abmisure attive\u00bb, compresi sabotaggi. Dobbiamo prendere atto della realt\u00e0 di questa guerra nella \u00abzona grigia\u00bb condotta contro i membri europei della NATO.<\/p>\n<p><strong><em>\u00c8 da poco disponibile una nuova stagione di Slow Horses. Che cosa pensa della serie e dei romanzi di Mick Herron?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Adoro la serie televisiva Slow Horses e la recitazione di Gary Oldman; far cantare a Mick Jagger il brano della sigla \u00e8 stato un colpo da maestro. Ma ho l\u2019impressione che, come hanno osservato alcuni critici televisivi, arrivati alla quinta stagione diventi pi\u00f9 difficile mantenere quella sorprendente originalit\u00e0 che caratterizzava le prime. Tutte le agenzie d\u2019intelligence segreta devono gestire dipendenti che commettono errori gravi o sviluppano problemi personali legati all\u2019alcol, alla droga o al gioco d\u2019azzardo; e inevitabilmente temono le conseguenze di ex dipendenti licenziati che facciano scalpore sui media. Il genio di Mick Herron sta nell\u2019idea di Slough House come una sorta di purgatorio per simili casi, mantenendo viva la tenue speranza che possano ancora purificare le proprie anime e, per dirla con Mick Jagger, \u00abtornare a ballare con i pezzi grossi\u00bb.<\/p>\n<p><strong><em>Pi\u00f9 in generale, fra gli scrittori che hanno plasmato l\u2019immaginario popolare dello spionaggio, quale autore ammira maggiormente e chi, secondo lei, ha compreso con maggiore precisione il mondo dell\u2019intelligence?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ho i miei preferiti in ciascuna tradizione letteraria del romanzo di spionaggio: le storie d\u2019avventura, \u00abuna licenza di procurare emozioni\u00bb, da Buchan a Fleming; il romanzo letterario incentrato sul carattere e sulla coscienza, da Conrad a Le Carr\u00e9; il thriller politico, nel quale Eric Ambler eccelle; il romanzo di suspense e mistero che crea un universo parallelo di istituzioni segrete, come fa Mick Herron con il Park e Slough House. I migliori fondono elementi di tutte queste tradizioni. Naturalmente non dobbiamo cercare il realismo in questo genere: nei Servizi segreti britannici non esiste alcuna licenza 00 di uccidere. Parliamo di narrativa, in cui l\u2019autore inventa per intrattenere. Ma alcuni ex addetti ai lavori, come Somerset Maugham e John Buchan, sulla scorta delle esperienze della Prima guerra mondiale, e Graham Greene, grazie al servizio prestato nell\u2019MI6 durante la Seconda guerra mondiale, offrono ai lettori una comprensione pi\u00f9 profonda di ci\u00f2 che comporta lo spionaggio.<\/p>\n<p><strong><em>E lei \u00e8 tentato di entrare nelle file dei romanzieri di spionaggio?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Non sono soltanto tentato: ho gi\u00e0 ceduto! Ho scritto una trilogia di romanzi di spionaggio, il primo dei quali, <strong>QUANTUM ENIGMA<\/strong>, sar\u00e0 pubblicato l\u2019anno prossimo da DK Canelo. \u00c8 ambientato in un futuro molto prossimo, quando l\u2019intelligenza artificiale oggi pi\u00f9 avanzata sar\u00e0 stata introdotta nelle infrastrutture nazionali di tutto il mondo. Quando la National Security Agency americana sospetta che una talpa stia passando ai cinesi i segreti del Pentagono, faccio s\u00ec che chieda l\u2019aiuto del GCHQ per sviluppare e perfezionare un modello unico di intelligenza artificiale agentica, capace di identificare e contrastare le attivit\u00e0 della talpa prima che il governo cinese possa sfruttare le informazioni ricevute. Ma lo sviluppo di questo nuovo modello comporta rischi per il personale del GCHQ e le loro famiglie: i miei personaggi si tormentano chiedendosi se il prezzo potenziale per s\u00e9 e per i propri cari sia eticamente accettabile. Inoltre non vi \u00e8 alcuna garanzia che il loro lavoro d\u2019avanguardia riesca a individuare la talpa: la sicurezza nazionale americana viene dunque affidata a quello che i giocatori di football americano chiamano un tentativo \u00abHail Mary\u00bb, un\u2019azione estrema affidata alla speranza. <strong>La mia storia si muove fra i corridoi del potere di Whitehall, dove lavoravo, e il <a href=\"https:\/\/www.gchq.gov.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quartier generale del GCHQ a Cheltenham<\/a>, dalla forma di una ciambella, un progetto che avviai quando ne ero Direttore negli anni Novanta.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_5460\" style=\"width: 1255px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gchq.gov.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5460\" class=\" wp-image-5460\" src=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ-450x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"1245\" height=\"830\" srcset=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ-450x300.jpeg 450w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ-600x400.jpeg 600w, https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ.jpeg 650w\" sizes=\"auto, (max-width: 1245px) 100vw, 1245px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-5460\" class=\"wp-caption-text\">GCHQ<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>25 Ottobre 2026 Il Grande Gioco dello spionaggio non si combatte pi\u00f9 soltanto nelle ambasciate, nei salotti diplomatici o nell\u2019ombra delle capitali imperiali. Francesco Subiaco ha intervistato Sir David Omand\u00a0 Il Grande Gioco dello spionaggio non si combatte pi\u00f9 soltanto nelle ambasciate, nei salotti diplomatici o nell\u2019ombra delle capitali imperiali. Oggi si svolge attraverso algoritmi, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":5460,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[609,64],"tags":[1101,1080,1065,643,1097,1058,1095,1081,544,1070,96,803,1060,1096,1079,347,1068,1067,68,1071,1072,1066,1102,684,1099,1082,119,1100,1098],"class_list":["post-5479","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-homepage","category-news","tag-9-11","tag-active-measures","tag-cabinet-offices-national-security-secretariat","tag-cremlino-escalation-guerrarussiaucraina-kgb-putin-russia","tag-cyber-agency-coordinator-of-intelligence-and-security","tag-david-omand","tag-director","tag-disinformation","tag-dni","tag-espionage","tag-francesco-darrigo","tag-francesco-subiaco","tag-gchq","tag-government-communications-headquarters","tag-how-spies-think","tag-hybrid-warfare","tag-jio","tag-joint-intelligence-organisation","tag-kgb","tag-mi5","tag-mi6","tag-nss","tag-october-7","tag-presidente-donald-trump","tag-sabotage","tag-spies","tag-svr","tag-terrorism","tag-tulsi-gabbard"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Sir David Omand: Nelle menti delle spie - IISS Machiavelli<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Sir David Omand: Nelle menti delle spie - IISS Machiavelli\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"25 Ottobre 2026 Il Grande Gioco dello spionaggio non si combatte pi\u00f9 soltanto nelle ambasciate, nei salotti diplomatici o nell\u2019ombra delle capitali imperiali. Francesco Subiaco ha intervistato Sir David Omand\u00a0 Il Grande Gioco dello spionaggio non si combatte pi\u00f9 soltanto nelle ambasciate, nei salotti diplomatici o nell\u2019ombra delle capitali imperiali. Oggi si svolge attraverso algoritmi, [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"IISS Machiavelli\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100064762476206\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2026-10-25T13:13:39+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2026-10-25T16:53:33+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ.jpeg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"650\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"433\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Francesco D&#039;Arrigo\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Francesco D&#039;Arrigo\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"39 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/\"},\"author\":{\"name\":\"Francesco D'Arrigo\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fd731534ed90697afdd80700eb8b40a4\"},\"headline\":\"Sir David Omand: Nelle menti delle spie\",\"datePublished\":\"2026-10-25T13:13:39+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-25T16:53:33+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/\"},\"wordCount\":7111,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/GCHQ.jpeg\",\"keywords\":[\"9\\\/11\",\"active measures\",\"Cabinet Office's National Security Secretariat\",\"Cremlino #Escalation #guerraRussiaUcraina #Kgb #Putin #Russia\",\"cyber agency; Coordinator of Intelligence and Security\",\"David Omand\",\"Director\",\"disinformation\",\"DNI\",\"espionage\",\"Francesco D'Arrigo\",\"Francesco Subiaco\",\"GCHQ\",\"Government Communications Headquarters\",\"How spies think\",\"Hybrid warfare\",\"JIO\",\"Joint Intelligence Organisation\",\"KGB\",\"MI5\",\"MI6\",\"NSS\",\"october 7\",\"presidente Donald Trump\",\"sabotage\",\"spies\",\"SVR\",\"terrorism\",\"Tulsi Gabbard\"],\"articleSection\":[\"HomePage\",\"Updates\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/\",\"name\":\"Sir David Omand: Nelle menti delle spie - IISS Machiavelli\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/GCHQ.jpeg\",\"datePublished\":\"2026-10-25T13:13:39+00:00\",\"dateModified\":\"2026-10-25T16:53:33+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/GCHQ.jpeg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2026\\\/10\\\/GCHQ.jpeg\",\"width\":650,\"height\":433,\"caption\":\"GCHQ\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/homepage\\\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\\\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Sir David Omand: Nelle menti delle spie\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/\",\"name\":\"Istituto Machiavelli IISS\",\"description\":\"Istituto Italiano di Studi Strategici\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#organization\",\"name\":\"Istituto Machiavelli IISS\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/05\\\/cropped-IISS-LOGO-2020-e1747054105428.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2025\\\/05\\\/cropped-IISS-LOGO-2020-e1747054105428.png\",\"width\":512,\"height\":512,\"caption\":\"Istituto Machiavelli IISS\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/profile.php?id=100064762476206\",\"https:\\\/\\\/www.linkedin.com\\\/company\\\/67233161\\\/\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fd731534ed90697afdd80700eb8b40a4\",\"name\":\"Francesco D'Arrigo\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1acab785e0d1dd8b24aa30131e57d90415854e9ca883c09b85c1f519178d3ed1?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1acab785e0d1dd8b24aa30131e57d90415854e9ca883c09b85c1f519178d3ed1?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/1acab785e0d1dd8b24aa30131e57d90415854e9ca883c09b85c1f519178d3ed1?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Francesco D'Arrigo\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.strategicstudies.it\\\/it\\\/author\\\/darrigo\\\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Sir David Omand: Nelle menti delle spie - IISS Machiavelli","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Sir David Omand: Nelle menti delle spie - IISS Machiavelli","og_description":"25 Ottobre 2026 Il Grande Gioco dello spionaggio non si combatte pi\u00f9 soltanto nelle ambasciate, nei salotti diplomatici o nell\u2019ombra delle capitali imperiali. Francesco Subiaco ha intervistato Sir David Omand\u00a0 Il Grande Gioco dello spionaggio non si combatte pi\u00f9 soltanto nelle ambasciate, nei salotti diplomatici o nell\u2019ombra delle capitali imperiali. Oggi si svolge attraverso algoritmi, [&hellip;]","og_url":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/","og_site_name":"IISS Machiavelli","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100064762476206","article_published_time":"2026-10-25T13:13:39+00:00","article_modified_time":"2026-10-25T16:53:33+00:00","og_image":[{"width":650,"height":433,"url":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ.jpeg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Francesco D'Arrigo","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Francesco D'Arrigo","Tempo di lettura stimato":"39 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/"},"author":{"name":"Francesco D'Arrigo","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#\/schema\/person\/fd731534ed90697afdd80700eb8b40a4"},"headline":"Sir David Omand: Nelle menti delle spie","datePublished":"2026-10-25T13:13:39+00:00","dateModified":"2026-10-25T16:53:33+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/"},"wordCount":7111,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ.jpeg","keywords":["9\/11","active measures","Cabinet Office's National Security Secretariat","Cremlino #Escalation #guerraRussiaUcraina #Kgb #Putin #Russia","cyber agency; Coordinator of Intelligence and Security","David Omand","Director","disinformation","DNI","espionage","Francesco D'Arrigo","Francesco Subiaco","GCHQ","Government Communications Headquarters","How spies think","Hybrid warfare","JIO","Joint Intelligence Organisation","KGB","MI5","MI6","NSS","october 7","presidente Donald Trump","sabotage","spies","SVR","terrorism","Tulsi Gabbard"],"articleSection":["HomePage","Updates"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/","url":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/","name":"Sir David Omand: Nelle menti delle spie - IISS Machiavelli","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ.jpeg","datePublished":"2026-10-25T13:13:39+00:00","dateModified":"2026-10-25T16:53:33+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ.jpeg","contentUrl":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/GCHQ.jpeg","width":650,"height":433,"caption":"GCHQ"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/homepage\/sir-david-omand-nelle-menti-delle-spie\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Sir David Omand: Nelle menti delle spie"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#website","url":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/","name":"Istituto Machiavelli IISS","description":"Istituto Italiano di Studi Strategici","publisher":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#organization","name":"Istituto Machiavelli IISS","url":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/cropped-IISS-LOGO-2020-e1747054105428.png","contentUrl":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/cropped-IISS-LOGO-2020-e1747054105428.png","width":512,"height":512,"caption":"Istituto Machiavelli IISS"},"image":{"@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100064762476206","https:\/\/www.linkedin.com\/company\/67233161\/"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/#\/schema\/person\/fd731534ed90697afdd80700eb8b40a4","name":"Francesco D'Arrigo","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1acab785e0d1dd8b24aa30131e57d90415854e9ca883c09b85c1f519178d3ed1?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1acab785e0d1dd8b24aa30131e57d90415854e9ca883c09b85c1f519178d3ed1?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/1acab785e0d1dd8b24aa30131e57d90415854e9ca883c09b85c1f519178d3ed1?s=96&d=mm&r=g","caption":"Francesco D'Arrigo"},"url":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/author\/darrigo\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5479"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5479\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5507,"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5479\/revisions\/5507"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5460"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.strategicstudies.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}